Ultima modifica: 19 febbraio 2015
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Dimensione europea dell’educazione

La dimensione europea dell’Educazione

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Il tema della dimensione europea dell’educazione è più che mai centrale in un momento, come l’attuale, in cui il futuro dell’Unione Europea è oggetto di dibattiti a livello nazionale e internazionale per la particolare serie di eventi che nello spazio di pochi anni hanno caratterizzato la sua storia, hanno accelerato il ritmo del suo cambiamento ed hanno anche prodotto sentimenti di incertezza e di speranza nello stesso tempo.

Quella in cui viviamo è una società profondamente interconnessa, dove i fenomeni sociali e le sfide, presenti e future, travalicano gli ambiti nazionali. L’Unione europea è una realtà e mai come adesso ci accorgiamo della centralità del suo ruolo nell’affrontare le questioni internazionali e locali. Per il mondo dell’istruzione, assumere una dimensione europea è diventato, oggi più che mai, di fondamentale importanza.

Come si pone di fronte tutto ciò la Scuola e come può svilupparsi un’autentica cittadinanza europea?

Gli aspetti su cui si dibatte da anni sono molti: il rapporto fra politiche europee e nazionali, i saperi e le competenze su cui necessario puntare, il trasformarsi degli apprendimenti, un sistema di valutazione condiviso dei risultati raggiunti dai vari Stati membri in ambito educativo, le forme di cooperazione.

Risalgono agli anni ’70 i primi documenti elaborati dagli organi comunitari in materia di dimensione europea dell’educazione, ma un tassello fondamentale nell’attività dell’Unione Europea a favore dello sviluppo di tale dimensione è rappresentato senza dubbio dal Libro Verde  presentato sull’argomento dalla Commissione Europea nel settembre 1993, cioè proprio nell’anno in cui è entrato in vigore il Trattato di Maastricht, un testo basilare per i successivi passi in avanti sul cammino dell’integrazione europea.

Il citato Libro Verde  sulla dimensione europea dell’educazione, oltre ad  indicare quelle che considera le finalità generali di ogni sistema scolastico, fissa obiettivi specifici che devono caratterizzare l’azione di supporto svolta dall’Unione Europea nella sfera dell’educazione e che costituiscono un “valore aggiunto” a sostegno appunto dell’attività svolta dai singoli Stati:
•  Contribuire alla cittadinanza europea, per favorire il rispetto delle diverse identità culturali ed etniche e promuovere la democrazia e l’uguaglianza attraverso un’educazione alla cittadinanza che comprende l’apprendimento delle lingue, la conoscenza degli altri paesi, gli scambi transnazionali, una migliore comprensione dell’Europa di oggi e di quella futura;
Offrire opportunità per migliorare la qualità dell’educazione, per favorire l’arricchimento del contenuto dell’insegnamento attraverso un’appropriata attività di informazione, la cooperazione transnazionale e la collaborazione per lo sviluppo di materiale didattico;
•  Preparare i giovani in vista della loro integrazione nella società e di un migliore e più facile inserimento nel mondo del lavoro, per favorire la formazione e l’occupazione attraverso partenariati e reti di collaborazione transnazionali.

Viene così progressivamente dato il via ad una serie ininterrotta di Programmi d’Azione comunitaria e di Decisioni nel campo della dimensione europea dell’educazione che nel corso degli anni hanno cercato di dare attuazione concreta agli obiettivi sopra indicati; esempi importanti sono stati l’avvio dei Programmi Socrates, Leonardo da Vinci, Gioventù per l’Europa e Tempus.

Passi in avanti ancora più significativi sono stati fatti nel 2006 con la Decisione che istituisce un Programma d’Azione nel campo dell’Apprendimento Permanente  (Lifelong Learning Programme).

 Nel 2013  viene presentato Erasmus+  il nuovo programma europeo a supporto dell’istruzione, la formazione, gioventù e sport che, a partire da gennaio 2014, sostituisce ed integra il Lifelong Learning Programme (LLP) per i prossimi 7 anni.

 

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Il programma ha come interesse centrale la mobilità, la cooperazione e le politiche per riformare l’educazione. Attraverso Erasmus+  saranno quindi finanziate opportunità di studio, formazione, insegnamento e volontariato internazionali i cui destinatari principali saranno: studenti, formatori, insegnanti, tirocinanti e giovani lavoratori. Oltre 4 milioni di persone potranno beneficiare di finanziamenti europei per cogliere le opportunità di studio e formazione all’estero.
Questo programma rappresenta l’occasione per docenti, dirigenti scolastici e per le varie figure che operano nella scuola, di rigenerare le proprie risorse non solo economiche ma anche e soprattutto umane e professionali. L’Europa ci offre l’opportunità di diventare “imprenditori” della nostra scuola, mettendo in campo le nostre competenze e valorizzando le risorse umane e professionali che nella scuola lavorano e per la scuola producono.

Oggi, più che mai, è di fondamentale importanza  fare leva sui sistemi di istruzione e formazione, sugli aspetti culturali, sui meccanismi di promozione della conoscenza, perché tra i giovani, gli insegnanti e i formatori circolino idee, informazioni e conoscenze sull’Europa, la sua storia comune, le sue iniziative economiche, sociali, politiche e culturali a sostegno di ogni settore della vita dei cittadini degli Stati Membri, i valori su cui si fonda e che sono un bene e un vantaggio per tutti (libertà, democrazia, uguaglianza, stato di diritto, pluralismo, tolleranza, giustizia, solidarietà, non discriminazione e rispetto dei diritti umani).

E’ necessario comunicare in ogni forma l’importanza di quella cittadinanza “europea” che si aggiunge alla cittadinanza “nazionale” e non la sostituisce, e per questo è essenziale promuovere ad ogni livello di “educazione” una dimensione europea dell’istruzione che è un complemento del contenuto nazionale ma non lo sostituisce né lo surroga, perché la sua finalità principale è appunto quella di garantire che ciascuno all’interno dell’Unione sia un “cittadino europeo” che conosce il patrimonio culturale comune che lega i vari Stati Membri, che è in grado di comunicare in più lingue, che è capace di comprendere gli eventi di attualità a livello europeo e di partecipare alla vita dell’Unione, che sa esercitare i diritti di cui è titolare e che sa contribuire alla diffusione ed attuazione dei valori europei.

 

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Una delle attività più interessanti incluse in Erasmus + è il programma eTwinning.
Si tratta di gemellaggi elettronici tra scuole che permettono di creare mobilità attraverso la rete, mobilità virtuale. Tali scambi, già presenti nel LLP sotto Comenius, occupano una parte importante del nuovo programma Erasmus Plus. 
eTwinning è una Piattaforma Informatica, che consente non solo ai docenti di tutta Europa di mettersi in relazione tra loro e di sviluppare competenze nell’uso delle tecnologie per l’insegnamento, ma offre anche ai ragazzi la possibilità di acquisire modalità di apprendimento al passo con i tempi. Gestita dalla Commissione Europea con il supporto delle Agenzie Nazionali, eTwinning è quindi un ambiente sicuro dove docenti e studenti  possono:
– dare vita a progetti didattici con partner EU
– condividere e confrontare esperienze e idee
– collaborare e sperimentare insieme (innovare).